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Formazione alla Spiritualità Comunitaria

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI

“Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti in letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.”   (At. 2,42-48)

“La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.”  (At. 4,32-35)

Vignetta sulla comunione – d. Angelo Pandin

 

DAL “PROGETTO”:

“IDENTITA’ DEL SEGUITO DI GESU’:

  1.  Del seguito di Gesù fanno parte uomini e donne: ….
  2. c) che si impegnano a testimoniare la potenza dell’amore nella comunione e nell’unità

in una delle diverse forme progettate di Vita Comunitaria e di Fraternità al fine di vivere l’autenticità della Chiesa e di renderne efficace l’azione sacramentale di salvezza universale, mediante la potenza dello Spirito Santo.

  1. d) che si preparano attraverso la formazione spirituale, comunitaria e teologica, ad essere inviati dal Vescovo per realizzare la Missione della Chiesa

operando in gruppi di evangelizzazione, formati da uomini e donne che esercitano diversi ministeri, secondo le esigenze della particolare missione affidata dal Vescovo.  ……

  1. Il Seguito di Gesù ricordato nel Vangelo di Luca era il primo seme da cui è nata la Chiesa.

Rifarsi oggi al primo Seguito di Gesù significa essere nella parrocchia, che è realizzazione concreta della Chiesa, una forza fondamentale, capace di offrire l’autenticità della prima Comunità che seguiva Gesù, con tutta l’efficacia della sua missione evangelizzatrice.

  1. Come rappresentante di Gesù, il Vescovo resta l’essenziale punto di riferimento, a cui converge ogni battezzato che è cosciente e responsabile di essere chiamato a formare con il pastore della Diocesi e con i fratelli, una Comunità che vive la sua unità nell’amore. ……..

“FORMAZIONE SPIRITUALE:

  1. La spiritualità del Seguito di Gesù è quella evangelica, vissuta nella radicalità: ………

– dello stile di vita della prima comunità (At. 2,42-48 e 4,32-35). ………

  1. La formazione della vita interiore, la preghiera e la vita comunitaria del Seguito di Gesù trovano il loro fondamento e la loro sorgente:

– nella Parola di Dio espressa anche nel Magistero e nella vita della Chiesa

– nell’Eucarestia partecipata e vissuta quotidianamente

– nell’imitazione della Vergine Maria e del discepolo prediletto.

Su questo fondamento viene costruita l’unità, la comunione, la testimonianza e la missione del Seguito di Gesù.

Da questa sorgente nasce l’efficacia dell’impegno formativo e di ogni attività pastorale.”

 

DALLE CATECHESI DI DON ANGELO PANDIN  

(Catechesi n.1)

Tratto dagli Esercizi Spirituali al Seguito di Gesù dell’agosto 1993 a Cugnan (BL) presso la Casa “Don Angelo Pandin”.  (Trascrizione fedele da audiocassetta)

…”Vi ho detto che questo è il tema della giornata: la nostra Trasfigurazione in Gesù. Allora oggi riprendiamo il N° 62 del “Progetto” dove parliamo della formazione spirituale, della vita di preghiera e di lavoro del Seguito di Gesù. Il N° 61 richiama quelli che sono i punti fondamentali della nostra spiritualità che poi vedremo, ma quello che stamattina mi interessava di proporvi è il N° 62 nel quale è scritto che il Seguito di Gesù vive questa spiritualità – cioè la nostra specifica spiritualità – e attua la sua missione proponendosi come modelli e ideali, come punti di riferimento la Vergine Maria nella sua Maternità Sacerdotale e il Discepolo prediletto con la sua spiritualità caratterizzata dall’amore al Cuore di Gesù. Oggi è anche il 1° venerdì del mese e quindi ci sta molto bene questo riferimento, anche perché noi dobbiamo puntare, come Seguito di Gesù, all’unità e alla comunione. Chiunque ci vedesse resterebbe un po’ sconcertato nel vedere la diversità di età, di sensibilità, di formazione che siamo qui noi oggi, ma il Signore non fa preferenze di persone e quando dà il suo messaggio evangelico, lo dà a tutti indistintamente. Allora la cosa più importante per noi è che dobbiamo trovarci in unità anche nei confronti del Sacerdozio.

Sembrava un tempo che dovessimo fare almeno tre grandi distinzioni: Sacerdoti da una parte, i religiosi da quell’altra e gli sposati da quell’altra ancora, mentre adesso noi stiamo riscoprendo che fondamentalmente abbiamo un’unica radice, un’unica matrice: Gesù Cristo. Tutti siamo in Gesù Sacerdoti, Re e Profeti. Quindi possiamo dire che diventa secondario il fatto di essere o Sacerdoti, o Consacrati, o Sposati perché alla radice tutti dobbiamo possedere la stessa spiritualità, appartenere tutti, ugualmente, a Gesù Cristo; essere tutti impegnati a trasformarci in Gesù Cristo, ad essere Gesù Cristo. Ecco l’unità del Seguito di Gesù che è costituita proprio da questa Spiritualità Sacerdotale. Tutti dobbiamo vivere il Sacerdozio di Gesù, non tanto nella sua ministerialità – perché anche questo è un fatto secondario – ma nella sua essenzialità. Chi è Gesù Cristo Sacerdote? Così io devo vivere il suo essere Sacerdote a cui Lui mi rende partecipe, perché nel Battesimo mi ha consacrato Sacerdote, mi ha partecipato il suo Sacerdozio e questo da bambini, indipendentemente da quello che saremmo stati, indipendentemente se c’è una bambina o un bambino da battezzare. Tutti siamo stati consacrati con il Sacro Crisma e siamo stati resi partecipi di questo triplice Carattere Sacerdotale, Regale e Profetico. Allora noi cerchiamo l’unità e la comunione come Seguito di Gesù nella spiritualità sacerdotale! Tutti dobbiamo vivere in questa dimensione di mediazione, partecipata da tutti logicamente, perché l’unico Mediatore è Gesù Cristo.

Chi è che più di tutti ha partecipato alla mediazione sacerdotale di Gesù Cristo? La Vergine Maria, quindi noi ci rivolgiamo, noi ci riferiamo a Lei come Madre di Gesù Sacerdote, che più di tutti ha partecipato e vissuto il Sacerdozio con Gesù, per cui dobbiamo riconoscere che la Vergine Maria senz’altro nella sua spiritualità sacerdotale supera tutti gli altri Sacerdoti, escluso Suo Figlio. Lei è seconda dopo Suo Figlio perché la sua Santità è tale che le acconsente di poter vivere il Sacerdozio e la Spiritualità Sacerdotale di Suo Figlio più di qualsiasi altro Sacerdote. La Consacrazione Sacerdotale ci dà il “potere” di Gesù Cristo, ma la Spiritualità del Sacerdozio di Gesù Cristo l’abbiamo ricevuta tutti nel Battesimo, attraverso la Consacrazione Crismale riconfermata poi nella Cresima. E allora ecco la nostra Spiritualità, il nostro Cammino, che ci accomuna, che ci rende UNO! Siamo Sacerdoti in Gesù con Maria! E ci rispecchiamo nella Vergine Maria perché Lei appunto ci mostra i suoi rapporti con Gesù Sacerdote e qui, nel capitolo 62, dopo andrete a verificare nella Bibbia queste citazioni, dove si parla di Maria che segue Gesù e lo segue non soltanto perché sta insieme, cammina con Lui, non è un seguirlo materiale, lo segue “dentro”, lo segue “dal profondo”, lo segue perché “lo accoglie”! Ecco: segue Gesù, accoglie Gesù, si identifica in Gesù, poi ascolta e vive la sua Parola e condivide la sua Missione evangelizzatrice, perché partecipa appassionatamente alla Passione di Suo Figlio; e poi partecipa alla fine all ’ Offerta Sacrificale di Gesù Cristo unendo la propria “offerta sacrificale” della vita insieme con Gesù che muore in Croce! E lì la Vergine Maria riceve la sua Maternità Universale! Ed è in questo che noi ci soffermeremo e voi farete la vostra meditazione oggi, riprendendo questi passi che sono qui citati. Inoltre noi vogliamo imitare la Maternità Sacerdotale di Maria che è accolta dall’Apostolo al quale Gesù l’ha affidata, e vive in casa con lui. Quindi c’è una “comunione di vita” e noi dobbiamo orientarci a questa “comunione di vita” anche con i Sacerdoti; ormai non possiamo più considerare il Sacerdote separato dal Seguito di Gesù, né il Seguito di Gesù separato dal Sacerdote: dobbiamo sentirci un “tutt’uno”!

Ecco questo 1° passo di Esercizi Spirituali in cui siamo qui, tutti, nella stessa realtà di chiamata, nella stessa realtà di appartenenza. Quindi le Mamme, le Sorelle, dovranno come Maria accogliere l’Apostolo, e lo si accoglie prima di tutto partecipando alla Passione Apostolica, allo Zelo Apostolico, alla Comunione profonda con il Sacerdote vivendo il suo travaglio e condividendo quindi la Vita Spirituale, sostenendo il Sacerdote, ma poi arrivando anche a una Comunione di famiglia, (…) perché l’Amore non è astratto, è anche condivisione di vita, condivisione di servizio, di accoglienza, di dialogo. Il Sacerdote ha bisogno di essere tolto dalla solitudine, ha bisogno di inserirsi dentro un contesto di Famiglia. Il Seguito di Gesù deve garantire al Sacerdote tutto questo! E come la Vergine Maria allora anche noi viviamo questa comunanza di vita, imitando la Vergine, come la Vergine che è vissuta insieme con l’Apostolo, così anche noi dobbiamo vivere con i Sacerdoti con lo stesso spirito, con la stessa delicatezza, con la stessa premura, con lo stesso Amore. Inoltre la Vergine Maria oltre che essere accolta dall’Apostolo e vivendo con lui e condividendo la Famiglia con lui, prega con l’Apostolo, prega nel Cenacolo insieme ai Discepoli; quindi la Vergine Maria partecipa proprio a tutta la vita, a tutta la Spiritualità Sacerdotale.

Allora voi immaginate un Seguito di Gesù con i Sacerdoti, con tutto il Seguito, soprattutto quando si dovranno formare le Equipes Pastorali per l’Evangelizzazione secondo quello che il Vescovo stabilirà e si formerà questa Comunità di Sacerdoti, di laici, di anime consacrate, di donne, di ragazze, di tutto il Popolo di Dio, unito come qua noi, oggi, in questi giorni qua, che condividiamo tutto. Per cui questo discorso che io faccio non vale di più per chi diventa Sacerdote, ma vale per tutti, perché tutti dobbiamo entrare nella Spiritualità Sacerdotale! È bellissimo questo! Quante volte le donne si sono sentite escluse dal Sacerdozio! Finalmente è arrivata l’ora nella quale dovete “gareggiare” con i Sacerdoti per essere più “sacerdoti” voi donne che gli uomini, se possibile! Speriamo di no, perché il Sacerdote deve poi anche mostrarlo il suo Ministero, però avete la possibilità di poterlo fare! E allora ecco che la Vergine Maria, oltre che pregare e partecipare alla vita Sacerdotale degli Apostoli, oltre che di Suo Figlio, serve anche i discepoli di Suo Figlio, e accompagna come Madre la Missione della Chiesa; e voi dovete essere, come Mamme e come Sorelle, queste compagne, queste protettrici, queste custodi! Dovete avere un cuore grande, un cuore puro, un cuore limpido, un cuore trasparente, un cuore semplice, un cuore umile, in modo che si possa stabilire anche una familiarità così libera, così spontanea, così splendida, così costruttiva!

Ed è logico che abbiamo bisogno di molto equilibrio, abbiamo bisogno di una forte formazione umana, abbiamo bisogno di una forte formazione affettiva, di una maturazione affettiva, per esempio abbiamo bisogno di una forte Spiritualità! Ecco allora perché anche questo esercizio di “discernimento degli Spiriti” ci aiuta a raggiungere l’equilibrio, a scartare ciò che è guasto, falso e raccogliere ciò che è buono sempre, in continuazione, con una attenzione costante, premurosa. Questo sarà il Tema Fondamentale e oggi più che mai, essendo chiamati a camminare verso la trasformazione in Gesù Cristo la Spiritualità costituisce questa identità con Gesù: avere gli stessi sentimenti di Gesù, vivere nella stessa Comunione che Gesù vive col Padre, con la Chiesa e con i suoi discepoli, con i Sacerdoti; sentirci dentro di diritto, tutti, nel Sacerdozio di Gesù!

Io spero che vi rendiate conto della meraviglia di questa grazia, perché qualunque sia lo stato di vita che voi occupate, pensate che siete chiamati a condividere il Sacerdozio di Gesù! Allora vedete come cresce la nostra Santità, come tutto diventa Sacerdotale quello che facciamo, e tutti in comunione con il Sacerdote, per cui nelle difficoltà, nelle tentazioni, nei momenti difficili vi sentite spinte nel dire: “Signore, accetto perché voglio aiutare quel Sacerdote perché adesso è in difficoltà. Io voglio aiutare i Sacerdoti ad essere fedeli, a continuare il loro ministero, a dare testimonianza. Io offro alla potenza dello Spirito Santo che poi deve agire nel Sacerdote in cura d’anime, nella sua pastoralità, perché le sue parole siano efficaci, perché la sua ministerialità abbia da essere vera, autentica, non soltanto valida, ma efficace nel senso della grazia e distribuire i doni della Santità!”

Il primo che ha vissuto vicino alla Vergine Maria la sua Spiritualità Sacerdotale è stato San Giovanni, che è stato il rappresentante di tutti i Sacerdoti ma anche di tutti i discepoli. Quindi voi dovete guardare al discepolo Giovanni come al vostro rappresentante, anche come donne, difatti si chiama “il discepolo prediletto”, non gli si attribuisce il nome; Giovanni si definisce “colui che Gesù amava”, il “discepolo prediletto”, perché rappresentava il discepolo ideale di tutti i tempi, uomo o donna. E quindi ognuno di noi deve sentirsi in Giovanni il discepolo amato da Gesù, il discepolo prediletto, il discepolo ideale, e accanto a Maria Giovanni è riuscito a realizzare in pienezza questa spiritualità; è Maestra e Madre di Spiritualità, la Madonna. Fortunato lui che è stato a diretto contatto con la Vergine! E fortunati anche noi, in fondo, che abbiamo un rapporto particolare, straordinario con la Vergine Maria! Ed è per questo che con Giovanni noi dobbiamo attingere dalla Vergine tutte le indicazioni per poter vivere questo Sacerdozio di Gesù insieme. Che bello! Pensate che proprio roviniamo tutto quell’isolamento, quella solitudine che sta distruggendo i preti in questo tempo! Stiamo aprendo una comunione potentissima, straordinaria, proprio la gioia di stare insieme, di aiutarci, di sostenerci, di incoraggiarci!

E Giovanni ci indica la Sorgente di questa Spiritualità Sacerdotale che è il Cuore di Gesù. Il Cuore di Gesù che Giovanni ha sentito palpitare quando ha messo la sua testa sul petto del Signore nell’Ultima Cena. E qui avete modo oggi di andare anche a rivedere tutte le citazioni: la prima è quella che ricorda come Giovanni con il suo cuore puro e semplice riconosce il Signore dopo la pesca miracolosa, “È il Signore!”, neanche Pietro se ne era accorto! Giovanni conosce i segreti del Cuore di Gesù perché si accosta alla Croce, ed è la Croce che svela i Misteri del Cuore. Ecco perché il Signore ci fa passare per la Croce, perché la Croce è il crogiuolo, è il collaudo dell’amore del cuore nostro, che purifica i nostri sentimenti, li rende limpidi, perché poi viene tutto dal cuore quello che è buono! In modo da togliere ogni pericolo che abbiano da uscire dal cuore le malvagità, che Gesù ricorda, che rendono impuro tutto l’uomo, mentre un cuore puro rende puro tutto l’uomo. E così Giovanni, avendo scoperto la ricchezza del Cuore di Gesù, accanto al Cuore Immacolato di Maria, lui riesce a scrutare i segreti del cuore mite ed umile di Gesù che noi dobbiamo riprodurre per diventare veri discepoli del Signore, veri suoi “partecipi” del Sacerdozio. “Imparate da Me che sono mite e umile di cuore!” e Giovanni si reclina sul petto di Gesù. E questo atteggiamento dobbiamo anche noi viverlo con Gesù, anche se non in maniera sensibile – ecco, vediamo di non lasciarci ingannare – non prendiamo paura se dobbiamo passare periodi di aridità, importante è che noi sentiamo che il Cuore di Gesù è palpitante dentro di noi, perché lo mangiamo nell’Eucarestia. E quando stiamo in adorazione, sentiamo i palpiti del cuore di Gesù che ci ama, che ci conosce, che ci incoraggia, che ci perdona, che ci fa nuovi, che ci libera! E poi Giovanni ha avuto la grande avventura di contemplare quel Sangue e quell’Acqua che sono sgorgati dal Cuore trafitto dalla lancia sulla Croce e ne dà testimonianza: “È vero quello che io ho visto!”.

E infine, Giovanni che accoglie da Gesù il dono di Sua Madre per attuare con Lei e nel suo spirito tutta la Missione della Chiesa e l’Annuncio del Vangelo; per dire che la Vergine è inscindibile con il Vangelo, con Gesù, con la Chiesa. ( … ) Come mai noi sentiamo che questa è una cosa così bella, così evidente, chiara, irrinunciabile, senza fatica?… È un privilegio grande che ci è stato fatto, ( …) ci resta soltanto incomprensibile il fatto che qualcuno non l’abbia da accogliere, che non ne abbia scoperto la ricchezza.

Allora, ecco come Seguito di Gesù come dobbiamo andare a proclamare questa verità, ma proclamare più che con le parole con la nostra presenza, con questa realtà del Seguito di Gesù così varia e così unita, così diversa e così in comunione! Così ricca di carismi diversi ma pur nell’unica realtà di un unico Sacerdozio che noi viviamo! Allora ecco come dobbiamo essere tutti presi dall’ideale del Sacerdote così come è stato Gesù, così come lo vuole la Vergine Maria. E allora, tutti impegnati a vivere come vorremmo che vivesse ogni Sacerdote! Questo è il proposito, il programma che io vi indico.

Io rivivo, in questo che vi sto dicendo, tutta la mia attesa sacerdotale durante gli anni in Seminario, ed era un’attesa entusiasmante, proprio … da sognare il “Sacerdote”, da desiderarlo, da contarci i giorni, le ore per arrivarci! Dopo io non ho più capito come ci siano di quelli che possono aspettare anni e anni tranquillamente – io, adesso, non è che giudico, perché dopo il Signore stabilisce Lui i tempi e i modi, ma adesso vedo in Seminario anche appunto che …  “Se non è quest’anno è il prossimo anno!”- Ecco, io questo non sono mai riuscito a capirlo, era così grande il desiderio di arrivare! Io ricordo che contavamo un po’ tutti insieme…,sì, avevamo creato questo clima, contavamo i giorni, i mesi, le ore alla fine, per arrivare! E io sono felice di essere arrivato che non avevo ancora compiuto 23 anni ( … ) . E sognavo il sacerdozio evidentemente così come mi sembrava meglio, anche perché avevo avuto la grazia di potermi accostare ad alcune figure di Sacerdoti quali il Curato D’Ars, il Beato Chevrier, l’Olièr, il Chautard e altre grosse spiritualità sacerdotali della Chiesa. Adesso mi sento anche impegnato con voi, in debito di dovervi comunicare tutto questo, però io pensavo quella volta di poterlo fare soltanto con i ragazzi che diventavano Sacerdoti, invece adesso è una gioia grande perché vedo che posso farlo anche con i ragazzi che non diventeranno Sacerdoti, e anche con le ragazze e con le Mamme che non potranno mai esercitare il Ministero ma, più che mai vi torno a ripetere, non deve farvi ombra tutto questo: potete essere voi più sacerdoti dei Sacerdoti. Allora accendetevi di questo entusiasmo: di vivere la vostra vita come foste Sacerdoti! Vedetevi Sacerdoti! Vedetevi Sacerdoti! Comportatevi come vorreste si comportassero i Sacerdoti, pregate come vorreste che pregassero i Sacerdoti, portate la Croce come vorreste che la portassero i Sacerdoti, accettate la vita come vorreste che l’accettassero i Sacerdoti, confrontatevi con il mondo, con le situazioni con le vostre prove, con le vostre tribolazioni come vorreste che si comportassero i Sacerdoti! Quindi confrontatevi con Gesù, con la Vergine Maria e vivete questo ideale sacerdotale così come è stato vissuto da Gesù e come è stato partecipato dalla Vergine Maria!

E vi do ancora qualche spunto che vi aiuti a fare una bella meditazione stamattina, proprio immergendovi dentro. Sotto questo punto di vista io mi sento molto avvantaggiato e anche fortunato perché penso di essere da voi molto aiutato e sostenuto e poi essendomi messo così, vicino al Signore,… ma poi con me dovete vedere tutti gli altri Sacerdoti, il nostro Vescovo, i nostri Vescovi: il Vescovo Monsignor Abramo che sta arrivando al traguardo in una continua, progressiva purificazione stupenda! Pastore mite, buono, vegliardo, venerando! E dobbiamo avere questi sentimenti anche di venerazione verso i Sacerdoti anziani; io li contemplo sempre con tanta venerazione  perché in fondo, nella loro realtà che più povera o più ricca non tocca a noi guardare, hanno portato avanti la storia di un popolo, hanno portato avanti la storia di una Chiesa. Provate a pensare quella Parrocchia senza quel Prete! E allora vediamo anche la grandiosità dell’opera benefica che il Sacerdote svolge. Allora, chi più di lui merita di essere sostenuto, amato incoraggiato, stimato, protetto, difeso? Ecco, come Seguito di Gesù dobbiamo stringerci attorno al Sacerdote, fargli barriera, difesa, non dobbiamo mai permettere che nessuno dica male dei Sacerdoti. E se ci accorgiamo che c’è qualche Sacerdote purtroppo, e in questo tempo ne troviamo, molti anche se ne sono andati o stanno deviando o perché si oppongono ai Pastori, al Papa, ai Vescovi, o perché seguono correnti teologiche devianti, allora più che mai dobbiamo sentirci allarmati, per così pregare per loro, stare loro vicino, per vedere di fare proprio resistenza quasi, pressione, per vedere se possiamo aiutarli ed ottenere grazie!

E poi il desiderio di realizzare noi l’ideale sacerdotale, quello del Signore, proprio, quello del Vangelo! Per cui io vorrei proprio mettervi nel cuore questo entusiasmo, soprattutto ai giovani, perché sentano il desiderio di diventare Sacerdoti di questo tipo, di questa taglia. Perché oggi abbiamo bisogno di offrire alla Chiesa questa nuova forma, questo nuovo modello di Sacerdote; e il “Sacerdote ideale” è quello che ha vissuto Gesù. Prima di tutto il Sacerdote ideale deve essere innamorato di Gesù! Come fa ad essere Sacerdote di Gesù senza essere innamorato di Gesù, senza aver messo Gesù al primo posto nella propria vita, senza stabilire con Lui rapporti profondi di vera amicizia? E quindi non accontentarsi di essere dei “mestieranti”, difatti Gesù dice ai suoi Apostoli: “Voi non siete servi, siete amici”! Quindi “Io non vi accolgo perché voi servite, fate il “mestiere” di Sacerdote – perché adempite anche il Ministero – ma perché siete miei amici, perché io mi sono immedesimato in voi, perché sull’altare voi siete la mia persona! Io mi faccio vivo e presente e operante nella vostra persona e voi potete dire “Questo è il Mio Corpo, questo è il calice del Mio Sangue!”.” Perciò il Sacerdote non può essere se non “innamorato di Gesù”, ma quando parlo di sacerdote, parlo di tutti voi, delle ragazze, delle Mamme… innamorati di Gesù, tutti, tutti dentro in questo Sacerdozio, tutti siamo amici di Gesù, non servi, non dobbiamo fare dei lavori!

E questo ci contraddistingue decisamente dal fatto di sentirsi soltanto dei benefattori dell’umanità, magari soltanto in senso sociologico e orizzontalista; questo viene ben chiarito da un fatto che vi voglio far sottolineare perché vorrei che non lo dimenticaste mai: quando Gesù ha dato a Pietro le chiavi del Regno – provate a pensare –  doveva dare le chiavi del Regno, cioè doveva dire a Pietro: “Guarda che adesso devi tenere da conto le pecore, gli agnelli, tutti quanti!” quindi, la domanda più evidente che Gesù avrebbe dovuto fare, più logica, dovrebbe aver detto a Pietro: “Pietro, vuoi bene tu alla gente? Perché devi andarla a servire, devi essere benemerito della gente…Ami tu i tuoi fratelli?”. Ma Gesù non chiede questo…chiede: “Pietro, mi ami? Ami Me? Ami Me?”. Avete capito? Forte, questo eh! “Ami Me? Perché se ami Me dopo amerai anche gli altri, stai tranquillo!” Perché se Gesù avesse chiesto a Pietro se amava i fratelli, Pietro avrebbe detto: “Sì, Signore”. Ma noi sappiamo fino a che punto Pietro sarebbe stato capace di amare: come ogni uomo! Non era ancora entrato nella pienezza della Sequela! Comunque la cosa importante che vi voglio far sottolineare è questa: Gesù non domanda a Pietro se ama i fratelli. Questo è per me la confutazione più chiara di chi dice che “il Prete deve essere un uomo che si dona ai fratelli e basta! Socialità, solidarietà, servizio etc.”; anche quello, ma se noi ci mettiamo a servire i fratelli con le nostre possibilità, Pietro avrebbe servito i fratelli fino a quando si sarebbe stancato, fino a quando poi gli è venuto di tradire! Ma quando Gesù gli dice: “Pietro, mi ami?”, e Pietro dice “Sì!”, allora è pieno dell’Amore di Cristo, si è identificato perfettamente con Cristo, Pietro incomincia ad amare i fratelli con l’Amore di Cristo, e allora dopo trova anche la forza di andare a morire sulla croce per i fratelli, a chiedere addirittura di morire con la testa per in giù, perché non era degno di morire come era morto il Signore! Allora vuol dire che noi dobbiamo innamorarci tanto del Signore perché dobbiamo fare dell’Amore di Gesù la nostra Forza Sacerdotale, che ci spinge al dono totale di noi stessi! E i fratelli li ameremo attraverso l’Amore di Gesù che è in noi, ma prima “innamorarci di Gesù”, dopo ci innamoreremo dei fratelli! Questo dobbiamo farlo tutti!

Inoltre il Sacerdote, oltre che essere innamorato di Gesù e quindi di conoscerlo, deve trasformarsi in Gesù Cristo, deve identificarsi in Gesù Cristo! Ci vuole una identità di vita, una identificazione, una trasfigurazione: ecco oggi la festa della Trasfigurazione, perché il Sacerdote è un altro Cristo. Ma non è soltanto il Sacerdote un altro Cristo, ogni Cristiano è un altro Cristo, quindi ecco che non basta esercitare gli stessi poteri di Gesù Cristo, bisogna possedere lo stesso Spirito, possedere la stessa Vita, possedere lo stesso Cuore altrimenti noi cadiamo nel paradosso, nella contraddizione e diciamo alla gente: “Questa è la strada!” e noi non la percorriamo; oppure portiamo la Salvezza attraverso i Sacramenti e noi non ci salviamo, oppure trasmettiamo l’Acqua della Grazia della Parola e dentro di noi non ne entra neanche una goccia. E allora il nostro Sacerdozio, il nostro Ministero deve trasfondersi non tanto nel servizio quanto nella nostra identità con Gesù. “Chi siete andati a vedere?” ecco il Curato d’Ars, “Chi siete andati a vedere?” “Dio in un uomo!”.

Questo deve essere il lavoro di trasformazione di ogni Cristiano, soprattutto di ognuno che partecipa al Seguito di Gesù, perché dobbiamo gareggiare con i Sacerdoti a rappresentare Gesù, imboccando la Via Stretta che è quella dei Consigli Evangelici. Seguire i Consigli Evangelici non vuole dire diventare religiosi nel senso tradizionale della parola, vuol dire: accogliere la Parola di Dio con radicalità, fino in fondo. Poi, secondo il proprio spirito e secondo la guida anche del Direttore Spirituale, possiamo fare anche i voti. Anche chi è sposato è consacrato al Signore, non dobbiamo più fare distinzioni in questo senso: l’Amore ormai è Uno. E noi ci identifichiamo con Gesù Cristo proprio perché vogliamo mostrare e portare al mondo la Potenza dell’Amore di Cristo, della sua Santità, rappresentandolo! Allora, questo lo dobbiamo fare insieme, come Seguito di Gesù, e aiutarci a vicenda per poter mostrare Gesù a tutti, perché poi lavoreremo insieme, quindi non saremo degli esecutori materiali, ma saremo dei portatori di Gesù che viviamo dentro di noi. Quindi, tutti impegnati nel Seguito di Gesù a vivere la Vita di Gesù, a vivere come è vissuto Gesù, a identificarci in Gesù! Allora ecco gli Esercizi Spirituali fatti insieme, i Ritiri fatti insieme, tanti incontri fatti insieme, perché dobbiamo realizzare tutti lo stesso ideale!

Io spero che vi sentiate molto entusiasti di tutto questo! E questa grazia dell’essere innamorati di Gesù e dell’essere trasformati totalmente in Lui è logico che è frutto dell’opera dello Spirito Santo, sotto la guida dello Spirito Santo: conoscere Gesù, amare Gesù, imitare Gesù. Tutti sotto l’azione dello Spirito Santo in modo che in noi abbiamo da lasciar agire lo Spirito Santo, noi quasi tirarci in disparte per non disturbare l’opera di Dio. E qui ecco il discernimento per controllare i nostri sentimenti: “Perché ti agiti? Perché ti preoccupi? Perché pretendi di combinare tu le situazioni? Chi pretendi di essere? Dio è all’opera! Allora di che temi? Conta su Dio e vai avanti! Tu vedi di coltivare, nella potenza dello Spirito Santo, l’umiltà, l’obbedienza e la fede, la fiducia!”. Un lavoro di profonda trasformazione che lo Spirito Santo ci suggerisce e nello stesso tempo dobbiamo anche sentirci sollecitati a non perdere tempo. Perché? Perché la Casa di Dio ha preso fuoco e noi non possiamo più perdere tempo in sciocchezze, non possiamo più perderci a star lì a baruffare per rubarci il secchio di mano. Spesso noi siamo proprio in questo stato di stoltezza: la Casa di Dio sta bruciando e noi stiamo qui a “sbaruffarci” per portarci via il secchio con il quale portare l’acqua! Abbiamo bisogno di una trasformazione profonda, di uscire proprio dalle nostre meschinità, dalle nostre “piccinerìe”, dai nostri ripiegamenti su noi stessi, dalle nostre false posizioni per lasciare spazio a Dio nella nostra vita, all’azione dello Spirito. Ecco, io spero che il Signore vi possa illuminare!

Il Beato Chevrièr è stato per me anche un grandissimo aiuto nel tempo della mia formazione; per esempio, tra le cose importanti, che io ho sempre accolto, è quella proprio della “Obbedienza della Fede”. Lui diceva che in tutte le sue imprese egli ha sempre voluto sottomettersi pienamente all’Obbedienza dei Pastori, dell’Arcivescovo di Lione, non solamente perché non voleva disobbedire al Pastore, ma non avrebbe fatto nulla senza sottomettere al Pastore i propri progetti. Questo è il suo principio: “Colui che fa delle opere senza tenere conto del suo Superiore, opere buone, è vero, ma che non sono autorizzate dal suo Superiore stesso, viste ed approvate da lui, fatte insieme a lui, egli non raccoglie ma dissipa.” ( … ) Ecco perché vi ho detto che quando sono stato incaricato di essere Parroco a Borgomeduna per grazia il Vescovo non mi ha detto: “Pensaci!”, perché io gli avrei detto: “Non penso niente, io faccio quello che lei mi dice perché la mia paura è di uscire dalla Volontà di Dio.” E la Volontà di Dio passa attraverso i Pastori: “Chi ascolta voi, ascolta Me”; e il Vescovo sogna allora di poter avere dei Sacerdoti che si mettono a disposizione, con fede, perché non sarà il nostro successo, la nostra bravura che porterà avanti la Chiesa, ma la Chiesa sarà portata avanti dal nostro “essere Gesù che si fa obbediente al Padre fino alla morte e alla morte di croce”. Questo è il nostro Spirito, e noi vogliamo seguirlo, imitarlo! Io potrei fare mia ancora un’espressione del Beato Chevrièr che diceva ai suoi primi preti: “Io mi sono ammazzato per l’Opera, bisogna che vi ammazziate voi adesso a vostra volta!”; non riusciva a comprendere che un Prete potesse perdere tempo. “Il prete, più di chiunque altro, deve lavorare tutto il giorno. Non dipende forse dal fatto che il Prete non ha lavorato o ha lavorato male, che il campo del Padre di Famiglia è così in cattivo stato e l’ignoranza ha invaso i nostri poveri operai e che essi si rivoltano oggi contro di noi?”. Diceva ancora – quello che vi dicevo prima, era un detto suo questo : “La casa di Dio ha preso fuoco e noi perdiamo tempo in sciocchezze! Vi è che da piangere! I bambini hanno domandato il pane e non c’è nessuno che lo spezzi loro!”. Allora diamoci a questa Santa Inquietudine! Bisogna che ci facciamo Sale, bisogna che ci trasformiamo in Gesù Cristo, bisogna che lasciamo in disparte le nostre sciocchezze, bisogna che andiamo all’essenziale, bisogna che rispondiamo alla chiamata del Signore, all’attesa della Chiesa, dei nostri Vescovi, perché ci mettiamo con Maria a vivere la Maternità Sacerdotale che ha vissuto Lei  e con Giovanni, a vivere il Sacerdozio in pienezza, immersi nel Cuore di Gesù.”

( Continua )

CATECHESI VARIE PER LA FORMAZIONE    

DAGLI ULTIMI ESERCIZI SPIRITUALI TENUTI DA D. ANGELO PANDIN

AL ” SEGUITO DI GESU’ ” NELL’ AGOSTO 1994 A CUGNAN (BL)

Introduzione agli Esercizi Spirituali – La Trasfigurazione – Cassetta n° 1 Lato A

Sia lodato il nome di Gesù e di Maria.

Con questo saluto vi dò il benvenuto ai nostri Esercizi Spirituali del Seguito di Gesù. Non siamo arrivati ancora tutti, quindi questa sera facciamo un avvio un po’ moderato, nel senso che cercheremo di non anticipare quegli argomenti importanti ed essenziali che dovremo trattare nei giorni prossimi. Anche perché chi non è arrivato ancora non abbia da essere privato di qualche cosa di importante. Gli Esercizi Spirituali sono un incontro con il Signore, quindi non è tanto importante quello che diremo tra di noi, ma l’importante è quello che il Signore ci dirà e ci farà vivere, insieme, tra di noi. Quindi questo corso vogliamo impegnarlo nel silenzio, nel raccoglimento; avremo momenti di comunicazione, è chiaro, stasera durante la cena faremo la festa dell’accoglienza, quindi cercheremo di non formalizzarci, però abbiamo anche deciso di non accogliere durante questa settimana altre persone. Questo non per rifiutare l’accoglienza, ma proprio per accogliere il Signore più di tutti e prima di tutti, per cui, altri verranno a trovarci in un altro momento,: abbiamo fatto il Campeggio prima e quindi prima abbiamo avuto la disponibilità di accogliere sempre tutti, ogni giorno. Invece in questa settimana daremo la precedenza a Gesù e resteremo con Lui, questa è la caratteristica; per cui entreremo anche con tanta serenità e con tanta fiducia e con tanta pace, ma anche con tanta buona volontà e con tanto desiderio, perché è un po’ come andare alla fontana: se andiamo con buoni recipienti allora attingeremo molta acqua, se andremo con recipienti bucati o piccoli eh, porteremo via quello che saremo capaci di contenere. Ecco allora la necessità di entrare in pace, di entrare nella libertà più profonda, nella comunione con il Signore.

Oggi, anche se siamo all’ora dei vesperi di sabato della 19° Domenica, vogliamo dare la precedenza alla messa della festa del 6 Agosto che è la Festa della Trasfigurazione del Signore. Prepariamo questa Festa, che celebreremo poi nell’Eucarestia, con il canto dei vesperi; ricordiamo che nei nostri Esercizi il canto dei Vesperi diventa sempre il momento più importante della preghiera ufficiale della Chiesa, perché questa è la Preghiera Pubblica della Chiesa. La preghiera delle Ore, la liturgia delle Ore è la Chiesa che si fa voce di tutto il Creato e di tutta l’Umanità. Anche se siamo un piccolo resto noi qui siamo tutta l’Umanità e tutta la Creazione che loda e che benedice il Signore, perché Dio ci ha creati per la sua Gloria. E così, cantando le lodi del Signore, entreremo nell’Eucarestia per poter poi attingere lo spirito di questa Festa, che non potevamo avere festa più adatta per cominciare i nostri Esercizi Spirituali che la Festa della Trasfigurazione del Signore.

Nel Messale prima della Celebrazione Liturgica c’è questa indicazione a riguardo della Trasfigurazione del Signore: “Manifestazione anticipata della Gloria del Signore e profezia del suo esodo al Padre, questa è l’odierna Celebrazione che mette in luce la dimensione pasquale e anche escatologica, finale, conclusiva, il trionfo di Cristo reso presente qui nella Liturgia e anche in tutta la vita cristiana”. Ecco, noi approfondiremo questo concetto che è essenziale per la nostra vita cristiana perché noi siamo stati creati per la gloria di Dio e quindi in noi deve manifestarsi questa gloria del Signore! Come in Gesù così anche in noi deve già realizzarsi la nostra “uscita” da questo mondo al Padre e tutto questo non può avvenire se non attraverso la Croce.

Ecco perché la Croce costituisce il punto culminante della vita di Gesù e quindi anche della vita del cristiano: non si può entrare nella Trasfigurazione della Resurrezione se non si passa attraverso la purificazione, la trasformazione della Croce. Avremo modo di approfondire tutti questi concetti, io questa sera vi do qualche idea, perché mi sono nate tantissime proposte, poi dopo le dovremo saper dosare per non fare una congestione e prendere le cose con pazienza anche per non prendere paura, perché il Signore ci conduce per vie serene, vie piane, anche se dopo pian piano ci allena e ci fa passare attraverso le vie scabrose, le vie difficili, le porte strette.

“La parola del Padre preannunziata durante la Trasfigurazione del Tabor e compiuta sulla Croce, manifesta l’adozione filiale di tutti coloro che ascoltando e seguendo il Figlio prediletto diventano suoi fratelli e partecipi della Trasfigurazione eterna.” Vedete che questo mistero della Trasfigurazione è il senso di tutta la storia. Una cosa grande quella che il Signore già ci fa intravvedere, qui sul monte santo di Dio, in questo luogo benedetto, in questa “Porziuncola di Santa Maria dei Bambini Semplici” vediamo già riassunta tutta la storia dell’Umanità che ha senso soltanto se finisce in questa Trasfigurazione. Poi il bello è che finirà per tutti, anche per quelli che non ci pensano, per quelli che non ci credono, per quelli che si troveranno improvvisamente davanti a questa soluzione di tutti i problemi che hanno travagliato la vita di tanta gente che non è nella verità, che è nel peccato che è nell’errore, che non è nella luce; e allora, come se la caveranno? Ecco, lasciamo che “se la cavi il Signore” per questi nostri fratelli, Lui ha già fatto un progetto meraviglioso e noi siamo in funzione di questi nostri fratelli. Chissà il Signore cosa ci riserverà, perché mi viene in mente adesso la parola di Pietro che dice: “Maestro, noi che abbiamo lasciato tutto…gli altri sono tranquilli, là, in casa con la moglie, con i figli, io ho lasciato anche la moglie, i figli, tutto, tutto: la casa il lavoro, tutto! A noi, cosa ci aspetta?” E il Signore ha detto che ” a voi spetterà di essere seduti sui troni a giudicare le dodici Tribù di Israele, Pietra di Paragone !” Chissà cosa succederà! Perché per noi che siamo piccola chiesa, piccola realtà di un’Umanità redenta che già vive il Regno di Dio e lo anticipa già, noi già manifestiamo tutti i misteri della vita del Signore. Per cui alla fine, dietro a Maria, – perché Lei è la prima, Lei ha già compiuto tutto, noi seguiamo Lei, – tutta l’Umanità si troverà davanti a questo anticipo della Vergine Maria e di noi, che siamo la Chiesa redenta, trasfigurata, che è passata attraverso la grande tribolazione della Croce. E tutti gli altri saranno “risucchiati”, chissà in che modo! Lasciamo alla Sapienza infinita di Dio a pensarci, quindi noi non stiamo lì a scervellarci su cose che per noi diventano stolte, temerarie, perché non possiamo pretendere di sapere quello che Dio fa. Certo che farà cose grandi, perché se già fa cose grandi con me e con tutti voi che siamo così poveri, meschini, miserabili, per niente più buoni degli altri, che non sanno niente, cosa non farà il Signore per gli altri? Perché noi, che merito abbiamo di essere qua adesso? Capito? Dopo il Signore sa se uno ha corrisposto o non ha corrisposto, però noi non è che dobbiamo sentirci bravi perché siamo qua: siamo qua perché Dio ha avuto Misericordia di noi e anche ci ha chiamati a far parte degli Esercizi del “Seguito di Gesù” che è una cosa che oggi segna una risposta al nostro tempo, alle esigenze del nostro tempo; lo vedremo, forse non ci basterà tutta la settimana, ma comunque cercheremo di concentrarlo.

Ecco, allora lodiamo e benediciamo il Signore perché ormai “questo mistero della Trasfigurazione in noi è iniziato con il Battesimo: chi è battezzato già ha iniziato la sua trasfigurazione, perché siamo già stati battezzati nel Mistero di Cristo,” nel Mistero Pasquale di Cristo! Cioè nella sua Passione, Morte e Resurrezione. Nel Battesimo siamo stati sepolti con Cristo, crocifissi con Cristo, morti con Cristo e siamo risorti con Cristo! Questa Trasfigurazione adesso dovrà compiersi gradualmente nella nostra vita. E più puntiamo su questo essenziale e più siamo nella gioia, nella pace e siamo trasfigurati anche nei nostri rapporti con noi stessi e con gli altri. Tutte le nostre tristezze, tutti i nostri malcontenti, le nostre inquietudini, tutte le nostre musonerie, tutte le nostre insoddisfazioni…e stanno proprio in questo, di non avere questa visione. Perché se abbiamo questa visione, il resto, che conta? Quando ci troveremo per dire sul letto di morte, che cosa ci interesserà di tutte le beghe che ci siamo trascinati dietro? Tanto per dire una cosa! Ma io devo mettermi in ginocchio soltanto davanti alla morte? O devo piuttosto mettermi prima in ginocchio davanti al Signore Gesù che è il mio Salvatore! Il mio Tutto! Che è l’Amore! Di cui porto il nome: cristiano! E allora cammino per “seppellirmi con Cristo” per essere crocifisso con Cristo, per morire con Cristo, per risorgere con Cristo! Ed è un cammino, che va a rilento misteriosamente attraverso tante vicende che io devo accettare perché costituiscono la mia storia! Quindi in questi Esercizi Spirituali noi cercheremo di andare proprio al nodo dei problemi essenziali della vita, per cui troveremo proprio la Verità che è Gesù Cristo! E tutto questo già è iniziato con il nostro Battesimo, l’abbiamo portato avanti attraverso i Sacramenti, attraverso tutta la storia che abbiamo vissuto: chi ne ha vissuta poca è più fortunato perché ne ha ancora tanta, forse, perché non si è sicuri! Chi ne ha vissuta di più, sarà accelerato ancora di più nella ricerca per non perdere questo poco di tempo che ancora ci resta! Anche perché il Signore poi ha dimostrato che al buon ladrone sulla croce ha risolto tutti i problemi in un secondo!

Accogliamo questa antifona di ingresso. “Nel segno di una Nube luminosa apparve lo Spirito Santo e si udì la voce del Padre: Questi è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto, ascoltatelo.”. Anche a noi è apparso lo Spirito Santo nella Nube Luminosa del nostro Battesimo e noi siamo stati proprio adombrati dallo Spirito Santo, come la Vergine Maria. E anche in noi è stato concepito Gesù Cristo, Figlio di Dio, in germi di fede che poi abbiamo fatto crescere. E anche per noi il Padre ha pronunciato questa Parola: “Tu, – e il nome di ciascuno di noi – tu, tu sei il mio figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo!” Non soltanto Gesù, anche noi, perché siamo testimoni di Gesù, testimoni del suo Mistero Pasquale di Passione, Morte e Resurrezione.

Ecco allora come la Trasfigurazione non è un fatterello capitato lì, sul Tabor! Ecco perché Gesù non si è preoccupato di chiamare tutti i 12 Apostoli e non si è preoccupato di far scatenare invidie e gelosie per gli altri nove che han visto i tre fortunati andar su e loro starsene a basso. Gesù è provocatore al massimo, eh! Perché interessante era che avvenisse questo fatto per tutta l’Umanità e bastava che ci fosse qualche testimone, ne bastavano due. Gesù tre, in abbondanza ne ha presi! Di fronte a questo grande mistero e a questa grande grazia che noi questa sera viviamo come inizio dei nostri Esercizi Spirituali del Seguito di Gesù, umiliamoci, perché la nostra vita cristiana è tutto un alternarsi di grazia ricevuta e di grazia ancora richiesta e di grazia ancora implorata e di grazia ancora frustrata e poi tornata ancora da rafforzare; è un cammino, senza paura, senza scoraggiamenti, perché “Tu sei il mio figlio prediletto, non ti lascio, non ti abbandono. Anche se tu sei infedele, io non mancherò di fede, non posso tradire me stesso, – dice il Signore – io non sono un uomo, sono Dio!”. Allora fidiamoci pienamente del Signore! Entriamo anche negli atti penitenziali con questa gioia, con questa serenità!

Questo sarà uno dei temi fondamentali che svilupperemo in questi Esercizi, siamo il Seguito di Gesù, non siamo qui come gente rassegnata che rinuncia a questo, che rinuncia a quello, che rinuncia a quell’altro; siamo qui perché abbiamo trovato il Signore! E se abbiamo trovato il Signore, che ci importa di tutto il resto? Quindi sarà tutto in positivo e così il Signore ci trasfigurerà tirandoci fuori soprattutto dalle nostre tristezze e dai nostri avvilimenti e dalle nostre preoccupazioni, dai nostri ripiegamenti su noi stessi. Ecco, di tutto questo chiediamo perdono al Signore proponendo di aprirci in questi giorni alla grazia dell’Amore, della Gioia, della libertà interiore e di questa visione universale della storia mia personale, della storia con i miei fratelli, con la mia famiglia, con la mia Comunità e con il mondo intero.

 

4 – 8 Luglio 2009

Ritiro del Seguito di Gesù e amici –

Casa dell’Apparita – Murlo – Siena

TEMA: GESÙ MI AMA – CI AMA  Don Giovanni Soldani

Introduzione al Ritiro

… Non c’è speranza senza l’aggrapparsi a Gesù risorto! Saremmo schiavi anche delle nostre stesse debolezze perché appena le confessi ricadi poi nelle stesse fragilità; eppure non vuol dire! Nemmeno il peccato ti può bloccare! È proprio una cosa incredibile la potenza della resurrezione di Gesù, il suo amore dentro di te! Il Creatore cerca la creatura. Il Buono, il Bello, il Santo, il Perfetto cerca l’imperfezione, il peccatore, quello che si sgretola giù nelle miserie; siamo noi! E la grandezza e la positività ci nasce dal pensare a Lui rivolto verso di noi, più che noi a noi stessi, e quindi questo ci dà tanto, tanto conforto; più guardi a Lui più capisci te stesso. Più senti il suo amore, come un bambino, più senti di essere forte perché hai tutto, hai il Padre, hai la Madre; più ti senti amato più ti senti felice, anche se ci sono state delle cose negative, non ti possono bloccare sentendo l’audacia di Dio verso la tua persona: “Niente mi turba, niente mi opprime” perché l’amore di Dio invade tutto il tuo essere. Ecco perché mi sembra carino l’ ascoltarci, perché voglio che torniamo alla prima esperienza dei cristiani: “erano un cuore solo ed un’anima sola”, “si mettevano in comune”, non, “mettevano in comune i loro beni”! Si mettevano loro in comune! Si condividevano, si accoglievano, si consideravano ricchezza l’uno per l’altro, e gioia di fragranza, perché “Finalmente ho trovato un fratello, una sorella, non sono più un Robinson Crusoe su una isola, non sono più solo con me stesso!” perché anche ad essere soli con sé, non sembra, ma è dura! Il peggiore dei mali è essere soli con se stessi! Meglio due che zoppicano che uno che è solo e zoppica da solo! Poi piano piano si scoraggia e dice: “Qui non ce la fò più ad andare avanti!” Invece, la bellezza della fede cristiana è questa stupenda esperienza di resurrezione dentro di noi, nella nostra vita, con i fratelli.

In questi giorni guardiamo questo aspetto positivo allora, che continuamente vi richiamo e anche voi, se riuscite ad avere qualche momento di silenzio, leggetevi, decifratevi, dal momento del concepimento fino ad oggi. Tutto è stato un’opera di Dio meravigliosa. L’amore che Dio ha travasato sulla nostra persona non è calcolabile, non è immaginabile! Già l’amore del babbo e della mamma non sono calcolabili dalla quantità, perché sono delle qualità superiori alle visioni materialistiche che noi abbiamo. Ma più grande di questo amore è l’amore di Dio verso la tua persona, che ti ha pensato fin dall’eternità, ti ha voluto e ha creato delle circostanze perché dal nulla di tutte le cose nascesse la vita, la persona, per tutta l’eternità: il tuo io splendente di gloria! Per questo il Figlio di Dio è venuto a rivestirti delle doti e di tutti quegli abbellimenti, “arredamenti” della tua persona per renderla splendente, dalla nascita fino a riempirti delle glorie di Dio! Ecco la divinità sulla tua persona!

E difatti Gesù, andando a Nazareth (Mc. 6,1-6), trovò la difficoltà a credere da parte della gente! Però è questa la nostra fede! Fa tanto piacere sentire tanti teologi che disquisiscono, abbiamo, grazie a Dio, le menti più eccelse dell’umanità e noi ci sentiamo anche onorati di essere cristiani, però le cose più grandi di Dio, l’immensità di Dio, è percepibile da tutti! Eh, Dio ci ama! Ecco, questo, punto e stop! O accetti questo o non lo accetti. Se lo accetti vivi, se non lo accetti muori e porti morte! Perché non sai chi sei né dove vai, né per quale scopo vivi, né perché sacrificarti, né come educare, perché non si saprebbe nemmeno come educare. Come formare un altro essere umano se non avessimo la presenza di Dio dentro di noi e l’immagine della divinità anche nei nostri bambini, nei nostri figli, nelle nostre figlie che verranno dopo di noi? La vita cristiana è una vita “incantata”! È l’incanto di Dio nel cuore dell’uomo!

DIO MI AMA

… Soltanto la Madonna ha potuto pienamente recepire ed essere coinvolta dalla potenza di Dio; la potenza di Dio è talmente grande verso di Lei che tutto il suo essere e tutta la sua fede ne ha partecipato; ha potuto così diventare Madre di Dio. Tutto di Lei è stato coinvolto; la sua associazione al disegno della Santissima Trinità, di Gesù e dello Spirito Santo nella sua persona, ci possono far comprendere in lei, noi stessi. Senza la lettura di Dio sulla nostra persona non riusciamo a leggerci e diventiamo dei forsennati, degli schizofrenici e anche degli squilibrati, nel senso che accentuiamo degli aspetti di noi non in equilibrio e anche diamo una tale importanza, ad alcuni aspetti di noi, che essi diventano lo scopo, l’ossessione della vita; senza dire che corriamo il rischio di non rendersi conto di vivere una vita invano o anche di non spendere bene la nostra vita.

Noi invece vogliamo guardare oggi alla bellezza della nostra vita e la guardiamo con Colui che ci conosce nel profondo di noi stessi, fin dall’intimo delle fibre del nostro essere; non solo fisico, che può essere più facilmente alla nostra portata, ma ancor più l’immenso patrimonio e dono che è il nostro spirito, contenuto in questo scrigno formidabile e straordinario, meraviglioso, che è la nostra corporeità, la grandezza della nostra persona anche fisica. Ma ancor più la meravigliosa discendenza da Dio che noi abbiamo nell’intimo di noi stessi: siamo derivati, provenienti da Lui e ne siamo anche manifestazione; la radice del nostro io è in Dio: ne siamo raggio, ne siamo espressione, ne siamo immagine. La Sacra Scrittura ha voluto dare delle pennellate formidabili sulla concezione della nostra persona. E non vogliamo andare anche a tante altre pagine, perché ci sono alcune pagine che sono centrali, nelle Sacre Scritture, altre sono a spiegazione di queste centrali. Le prime pagine della Sacra Scrittura sono, dicono gli studiosi, la descrizione più profonda di tutta la visione della vita, anche del cosmo, del creato e anche della persona, della famiglia, del lavoro e del ruolo che ha Dio nella vita dell’essere umano. Cerchiamo di andare lì, al disegno di Dio su di noi: Dio, nella tradizione cristiana, in Gesù si è manifestato come un Dio intelligente e il creato ci aiuta a comprendere tutto questo. Ieri sera si parlava della trasformazione del creato, di questa terra, piccolo palloncino che è nel creato, però meravigliosamente perfetta, adatta ad accogliere la vita! E questa vita che è nella terra ad un certo momento ha visto nascere la mia vita; il giardino l’ha creato Dio per la mia vita! In questo giardino, il dono più grande di questo giardino, è la mia vita. Non è il giardino la perla di tutta la creazione, ma è la vita della nostra persona collocata in questo giardino! Nel capitolo 2° della Genesi, Dio creò l’uomo e la donna e li fece a immagine e somiglianza sua; è il capitolo che vi dò di riferimento per la meditazione di oggi, “da dove vengo, che cosa ha fatto Dio per me”? Dio è intelligente ed è anche Amore, le due doti che il cristianesimo esalta. La ragione e insieme, congiunti e inseparabili, l’Amore, perché in Dio le due cose sono un tutt’uno, il massimo d’intelligenza è sviluppato dal massimo di amore, perché l’amore spinge l’intelligenza a svilupparsi al massimo per esprimere la spinta dell’amore! Come d’altra parte succede nella vita, in cui “non c’è vero amore se anche non è intelligente”! Dunque, vengo da questo Dio, sono posto nel giardino della vita dal cuore di Dio, dall’amore di Dio nasce la mia vita! E se penso, come dicono gli studiosi, ai miliardi di anni dall’inizio della Creazione ad oggi, vado, come si dice, “in ciampanelle”, riesco con la mia mente soltanto in parte a comprendermi, ma se mi guardo con la mente di Dio, allora vedo la grandezza della mia vita pensata da Dio da miliardi di anni per collocarmi in questo giardino. Vengo da questo amore di Dio, che è una mia “dote”:  l’intelligenza, l’amore. “Immagine e somiglianza” non significa uno specchio, una maschera che assomiglia, messa su un’altra faccia che in qualche maniera vi aderisce, ma significa che proprio la totalità del nostro essere è capace di intelligenza e di amore congiunti insieme. Vengo da Dio, è Lui la sorgente della vita, la totalità! Quindi la totalità dell’amore che si esprime verso di me. Dio è Trinità: il Padre, da cui tutto proviene, in cui tutto è, che è amore inesauribile, che si manifesta totalmente nel Figlio, esce da sé, nel Figlio. Un Dio che fosse soltanto un Io senza relazione non avrebbe creato, non ci avrebbe creati! Sarebbe restato concluso in sé, avrebbe dato gloria soltanto a se stesso. E invece nel cristianesimo, nella nostra fede, Dio è Trinità, cioè è relazione totale, per cui il Padre dà la vita, è sorgente della vita infinita nel Figlio Gesù. E la relazione fra il Padre e il Figlio, sappiamo dalla Teologìa, è lo Spirito Santo, che è la Relazione di Amore. Le relazioni sono fondamentali nella Santissima Trinità! Dio è Relazione, non è chiuso in se stesso, Dio è totalmente aperto, totalmente dato, totalmente realizzante altri che abbiano la felicità come ha Lui. Com’ è possibile tutto questo? Ieri abbiamo letto il bellissimo pensiero di S. Agostino nel quale si diceva che se potessimo comprendere Dio, Dio non sarebbe più Dio, saremmo noi Dio; solo in parte noi possiamo assaporare Dio; la nostra mente e il nostro cuore solo in parte riescono ad entrare in questo mare di Dio, da cui proveniamo. Quindi in qualche maniera siamo provenienti e conosciamo nella preghiera questa realtà: la realtà della Santissima Trinità, in cui veramente siamo.

Noi dobbiamo pensare che la ricchezza del Padre che si esprime nel Figlio e nello Spirito Santo non era, diciamo, la totalità delle loro capacità espressive e quindi hanno voluto creare tutto il Creato e l’essere umano, che siamo noi; ecco, la nostra persona. E poi hanno voluto manifestarsi alla nostra persona, hanno voluto proprio manifestarsi tutti e Tre alla nostra persona! Tutta la Santissima Trinità, totalmente e Ognuno e come Trinità è coinvolta nella nostra persona! Non siamo persone da poco, perché tutta la Trinità è coinvolta nella mia persona: il Padre perché mi ha voluto e mi ha generato, Gesù perché è venuto sulla terra e ha espresso tutto il suo amore per me dando la sua vita, facendomi partecipe della stessa divinità, che avrei perso se non ci fosse Lui che mi ha inseguito e mi ricerca continuamente. Mi ha dato tutti i Sacramenti e tutte le grazie e tutte le custodie possibili perché fossi figlio, pienamente figlio di Dio, partecipe pienamente della Trinità, anche con la natura umana, anche con la carne e anche quindi con tutti gli elementi chimici e fisici della natura umana, perché vuole che anche la mia natura partecipi alla Santissima Trinità! Gesù, Figlio di Dio, Salvatore nostro, Salvatore del mio Io, Ricercatore del mio Io e Liberatore del mio Io, Custode del mio Io, perché mi ama e mi vuole nella Santissima Trinità in una felicità estrema, totale! E lo Spirito Santo, perché io non godessi solo del Padre, del Figlio e avessi quasi una concezione narcisistica di me stesso e godendo di essere amato, mi spinge ad amare, vuole che come la Santissima Trinità sia totalmente amata, amato e goda di questo amore; ma anche mi sospinge perché tutta la mia persona sia data, sia relazionata agli altri. Tutta la mia persona è frutto dell’amore e si realizza, è compiuta, è felice quando sacrificando, quando dando amore, anche nel sacrificio estremo, si realizza nell’infinità dell’amore. Chi ama e dà di più si realizza di più! Ecco lo Spirito Santo, che ci fa immagine del Figlio per portarci al Padre e dire al Padre: “Ecco la copia che hai creato, la tua immagine e somiglianza che non è fuori da Te, ma Noi, il Figlio e lo Spirito Santo, la riportiamo a Te come Figlio, come Figlia e non solo come parte esterna di Te, l’inizio della Creazione, la Genesi, ma come parte interna della Santissima Trinità” in virtù del Battesimo, in virtù della Comunione, del Sacramento della purificazione dai peccati, che ci separerebbero e ci farebbero essere carne, terra, elementi non sublimati del nostro essere. Lo Spirito Santo ci spinge a darci, ad aprirci al Padre a spalancare tutte le nostre braccia al Padre, a essere invasi dal Padre, come Gesù, a somiglianza di Gesù. È lo  Spirito Santo che ci fa copia del Figlio, non solo del Padre, ma del Figlio, per essere così anche noi capaci di entrare nella Santissima Trinità. Dall’Amore sono amato, dallo Spirito Santo sospinto ad amare, così come avviene nella Santissima Trinità.

Qual’ è il peccato, quello che si chiama “peccato originale” fatto da Adamo ed Eva che significa poi il peccato di ognuno di noi? Quello di essere auto referenziali, di captare in noi il sole e tenerlo per noi e volere il sole per noi; anzi, voler essere noi raggio, splendore, essere noi Il Sole! Essere autoreferenziali, cioè “Io sono Dio”! Il popolo d’Israele, gli Ebrei, riuscirono, con l’ispirazione di Dio, a dare questa descrizione che una mente umana non poteva raggiungere: che il peccato era questo cogliere il frutto proibito, cioè il “farsi Dio”, voler essere Dio! Avendo la bellezza, l’intelligenza, la capacità di amore e attraverso la procreazione anche la capacità di vita, pensare che il proprio io fosse Dio. Invece, qual è la sublime realtà del nostro Io? Il nostro Io è felice quando si sente proveniente dal sole ed è un tutt’uno con il sole, la fonte della vita, non si separa e vive di questa luce e trasmette questa luce. Il peccato è l’autosufficienza umana, il pensarsi capaci di condurre la vita, la storia, l’umanità e la stessa educazione dei figli da se stessi, che è il grande peccato della modernità: l’autosufficienza, l’autoreferenzialità, avendo con i beni il pensiero di aver risolto la propria dignità e anche, con il sistema democratico, di aver risolto la dignità umana; noi sappiamo invece che l’essere umano è fragile. Invece, qual’è la nostra realizzazione? Quella di essere amati per amare, ricevere per trasmettere, aperti all’infinito amore di Dio, come Gesù del Padre, per essere totalmente a disposizione del Padre per un disegno di amore. Dall’Amore, l’amore, l’amore che si trasmette e si dà; la nostra persona, appunto.

Se vedete infatti, il tracciato della vita della Vergine Maria è in questo senso: guardatela a Nazareth, lì vediamo la donna saggia, la donna della fede. La vediamo poi discepola di Gesù ai piedi della croce, che apre il suo essere nel dono di sé come infinite schegge di amore su tutti noi: la Maternità Universale. Non doveva chiudersi nel dono fra Lei e il suo Figlio Gesù. Lo Spirito Santo l’aiuta anche in questo, a farsi Madre Universale! Questo che è il passaggio per ognuno di noi: di diventare uomini e donne “Padri e Madri Universali”, attraverso la famiglia, attraverso i figli e le generazioni che verranno, per chi è sposato o consacrato, ma non centrati su se stessi. L’amore ci giudicherà, l’amore è la logica della nostra vita.

Ringraziamo la Madonna che vede nascere poi a Gerusalemme, la terza fase della sua vita: la fecondità universale, spirituale sull’umanità. Non solo su una razza o una piccola setta di iniziati, ma a Gerusalemme nasce l’avventura nuova, cioè di essere padri e madri del mondo intero che verrà. Vediamo nella Madonna il nostro “tracciato” perché Dio mi ama e ha un grande disegno su di me. Non importa quello che faccio, perchè la parola, l’aggettivo “grande” non significa “essere grandi” in senso umano, ma significa “grandi nel cuore”! Così Maria, la quale non compì grandi opere nel senso mondano, ma nel senso di Dio sì, perché entrò nel disegno di invadere il mondo di amore di Dio. L’amore salverà il mondo!

Continuiamo la nostra meditazione durante il giorno, mettiamo giù qualche frase che poi condividiamo; la condividiamo non in senso intellettuale, ma “ci condividiamo” e cerchiamo di vedere come l’amore di Dio ci sostiene e ci nutre. Non dobbiamo aver paura di sentire quanto Dio è su di noi! Non astraiamo Dio, la Santissima Trinità, ma invece leggiamoci in questo incantevole disegno di Dio che è la mia persona. Da qui nasce poi l’altro discorso che è: “Dio ci ama”. Questo lo vedremo successivamente. Oggi leggiamoci: la nostra storia, la nostra cronaca della famiglia, la nostra nascita, l’educazione, la formazione, il mondo affettivo, l’intelligenza, i sogni che abbiamo dentro, in questo cammino che stiamo facendo tutti insieme, in nome di Dio, per custodirci nel cuore di Dio, per aiutarci e anche per sospingerci a donarci. Quello è il vero amore! E ognuno di noi alla fine possa dire: “Consummatum est! Mi sono totalmente donato! Ho esaurito me stesso!”.  (continua)

28 Febbraio 2021 / Riscoprire

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