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13 Marzo 2016 – XXI Anniversario Don Angelo Pandin a San Martino di Campagna

DON GIOVANNI SOLDANI – PRIMA MEDITAZIONE (Trascrizione da file audio non rivista dall’autore)

Ho trovato tanta gioia e consolazione a leggere questo bel librettino che consiglio a tutti, anche ai sacerdoti amici, confratelli, che è “Pensieri sul sacerdozio” tratto dalle omelie di don Angelo Pandin. Ci fornisce tanti bei spunti e aggiorna, diciamo, la nostra mente perché ci riporta l’insegnamento di don Angelo e ci permette anche di mantenere vivo il suo insegnamento; che poi è l’insegnamento vissuto con slancio da un sacerdote , è l’insegnamento della chiesa, l’insegnamento classico della spiritualità e della santità cristiana, dei sacerdoti e dei fedeli, di tutti insieme. Per l’incontro di oggi ho preso qualche spunto da questo librettino e anzi mi veniva di pensare così di incoraggiare la diffusione di questi nostri librettini, che non ci restino dentro le biblioteche, ma facciamoli circolare, perché fanno bene.

Il pensierino che ho preso questa sera l’ho preso da “In preparazione alla Settimana Santa” anche perché ormai siamo prossimi. Quindi, questa fase della nostra vita in cui ci incontriamo con Gesù che ci ama infinitamente, che è la Settimana Santa, poi la Croce di Gesù, è anche il nostro camminare dentro una misteriosa presenza, una forza generante che è l’amore di Gesù, della Santissima Trinità e della Madonna, che ci rigenerano, ci generano incessantemente. Ho messo perciò anche un piccolo titolo: “Ci amò fino alla fine – Non c’è amore più grande di questo”.

Mi collego al 21° Anniversario della partenza di don Angelo, in modo che viviamo sì una memoria, ma la attualizziamo, non la teniamo solo in un comodino, ma come una linfa viva dentro di noi sia un “acceleratore” delle nostre anime, delle nostre vocazioni a vivere nel tempo di oggi la spinta che lui seppe dare a seguire Gesù con tutto se stessi, fino in fondo e a coinvolgere la propria vita nella sequela di Gesù. Quindi dobbiamo dire che don Angelo vive in tanto quanto noi riusciamo a farlo vivere dentro di noi e a renderlo attuale, a fargli rigenerare la nostra vita come “padre nello spirito”; come i genitori, quando noi ne facciamo memoria, li teniamo vivi pensandoli e ricevendo i loro insegnamenti, così anche il nostro don Angelo: più lo viviamo, più lo rendiamo vivo e più, io credo, come tutti i padri è felice di aver generato e di trasmettere di generazione in generazione la forte spiritualità che lui stesso ha vissuto.

E siamo anche connessi nel Ritiro Mensile, che è per noi un appuntamento importante, sia qui come a Siena. Noi abbiamo questo bel ritmo dei Ritiri Mensili perché sono tappe di una spiritualità e anche custodia delle nostre persone, che sono portate o alla distrazione o anche a un ritmo molto sostenuto di vita o di pastorale, che ci richiede un po’ una disciplina interiore. Ecco, i Ritiri Mensili che oggi facciamo a S. Martino di Campagna e domenica faremo a Siena.

Siamo anche collegati con tutti i nostri amici dei Gruppi di Preghiera, della “Radio Voce nel Deserto” e con il Seguito di Gesù come Opera che vuole continuare, rendere viva, permanente, trasmettere l’Opera di don Angelo, ci incontriamo con questa spiritualità, con questo spirito. Siamo perciò dentro un raggio molto ampio di spiritualità: la Radio che ci diffonde, i Gruppi di Preghiera, che sono l’anima poi della vita spirituale dei cristiani e anche tanti amici che in qualche maniera condividono con noi la vita, con l’Opera del Seguito di Gesù.

Perché mettiamo in risalto questo, che “Ci amò fino alla fine”? Perché la Santissima Trinità si è coinvolta totalmente! Anche la Bolla di Indizione dell’Anno Santo ha una filigrana che è questa qui: l’Amore di Dio è talmente grande che supera ogni immaginazione. È l’Amore per eccellenza, è l’Amore! L’Amore della Santissima Trinità è totalmente coinvolto nell’amare le nostre persone. Ecco, allora abbiamo un punto di riferimento nella figura di Gesù, che si dona sulla croce, che per noi ci dà l’essenza della nostra persona, lo splendore della nostra persona, la vitalità della nostra persona, perché è l’Amore infinito del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo sulla nostra persona!

Voi sapete che l’approccio, l’avvicinamento dell’uomo verso Dio è stato molto sfumato nei secoli, nelle varie religioni e anche in tante altre forme religiose. È Dio che si è manifestato ia noi attraverso Gesù Cristo: il Volto del Padre. E ci ha manifestato come la totalità del Padre è rivolta verso la tua persona, perché vuole trasmettere tutto il suo Amore; ci ha trasmesso il germe della vita attraverso la straordinaria esperienza della trasmissione nelle nostre famiglie e ci vuole trasmettere ora, attraverso una Sorgente, che è la Sorgente stessandi Lui stesso, il Figlio, ci vuole trasmettere tutto l’amore di cui è in possesso il Padre, di cui sa esprimersi il Figlio e che lo Spirito Santo ci dà. Dio si manifesta verso di noi come Amore totale, Amore fontale, Amore senza limiti: Dio è Amore. E finirà così S. Giovanni nel suo Vangelo, soprattutto nelle Lettere che lui ha scritto: “Dio è Amore. Chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio in lui”. Allora noi, cari fratelli, non possiamo che ritrovare noi stessi che pensandoci generati, dopo Gesù Cristo, dall’Amore di Dio, altrimenti rischiamo di essere un po’ “figli di N.N.”, cioè “svalvolati”, svaniti nelle nebbie della non-consistenza, della ricerca affannosa di senso, di orientamenti, di pensieri … Nò! noi dobbiamo dire: “Siamo Figli di Dio”! Ecco il primo grande asserto: “Noi veniamo dall’Amore del Padre che ha pensato Lui, il Padre, a noi! E ci ha pensati, anche questo mi sembra bello, per renderci capaci di ricevere questo Amore! Ecco, cioè non solo che Dio ci vuole bene, che è sempre un termine che sembrerebbe un pochino transitorio, diciamo, di passaggio, marginale! Non solo Dio ci vuole bene, ma Dio ci vuole rendere, vuole trasmettere a noi tutto se stesso! Vuole travasare sulla tua persona tutto se stesso! Ecco, questo mi sembra il punto fondamentale, il fondamento, per capire la nostra persona e per anche risolvere tanti pensieri e problemi della nostra persona. Dio vuole che la nostra persona sia totalmente capace di ricevere la Sua Persona! È impossibile per Dio non trasmettersi che totalmente perché Dio è Amore! Ecco, non è filosofia, non è pensiero, non è elevatezza, diciamo, come ci possono essere in altre religioni di ascesi, di regole, che possono avere anche un loro fascino, e anzi possono essere anche elevate, però il primo assioma dei cristiani è che “Dio è Amore”!e il suo Amore è verso la nostra persona. Tutto è proteso, dall’inizio della Creazione fino alla nostra persona, per trasmettere tutto il suo Amore alla nostra persona e renderci capaci di ricevere questo Amore. Quindi non solo, si può dire, “una carezza di affetto”, come a volte può avvenire anche da una persona estranea o da un’amicizia; nò! È la Fonte! Noi siamo il Recipiente che riceve questo Amore! Dio vuole dare tutto il suo Amore a ognuno di noi, a tutti noi!

Voi, allora si capisce, i grandi significati della nostra vita, sebbene si sia tutti i giorni a … ad annaspare, a arrovellarsi su centocinquantamila cose, ad avvitarsi … però quando entri nella preghiera – e don Angelo raccomanda proprio qui tanto la preghiera – si capisce, era anche un suo continuo – solo nella preghiera, nell’unione profonda, intima, stando mezz’ore davanti a Lui, silenziosi, si riceve il messaggio del Suo Amore. La preghiera ci fa entrare in questo messaggio di Amore, perché ci è dato solo nello Spirito Santo. Cioè non è una cosa fisica, quantitativa, palpabile, ma una realtà soprannaturale che ci è elargita. Dunque si può dire così: tutta la Trinità è stata “inquieta” perché la nostra persona ricevesse tutto l’Amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo! Non una parte, che già sarebbe tanto, ma non è possibile, per Dio, una parte, perché sarebbe negargli la Divinità e la totalità, ma il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo dovevano travasarsi totalmente. Ma non solo – capite – travasarsi, ma renderci capaci di ricevere questo “Travaso” sulla nostra persona! Perché se tu passi un po’ di acqua su un marmo, non la riceve l’acqua! Se la metti sulla terra, anche se dura, un pochino riceve! Se poi invece è ben triturata, riceve molta acqua! Ci ha messi, attraverso lo Spirito Santo, in condizione di ricevere la totalità dell’Amore, a darcelo ma anche a riceverlo e ricevere totalmente il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Ci ha amati così tanto da non essere possibile un amore più grande! Non possiamo nemmeno immaginare l’Amore di Dio verso la tua persona, si può solo adorare, accogliere e, meravigliati, stupiti, aprirci a questo amore! Perché, come ogni azione di amore, è prima di tutto un’opera “passiva”, lo ricevi l’Amore, poi si trasmette. Quindi ci partecipi dando il tuo “io”, la tua personalità, il tuo “tu”, corrispondendo alla totalità dell’Amore di Dio con una pagliuzza fatta di oro che è il tuo piccolo amore! Ricevi la totalità, sei aiutato dallo Spirito Santo a ricevere questa totalità, che noi uomini non avremmo potuto ricevere senza il Battesimo in Cristo e nello Spirito Santo, non avremmo potuto ricevere la totalità dell’Amore del Padre, che è l’infinito più perfetto di tutto l’Amore e quindi noi siamo, in atteggiamento, abilitati a ricevere questo Amore.

E la Croce di Gesù è il trofeo della nostra vittoria, come dice l’Inno bellissimo che leggiamo nella Settimana Santa. L’Amore di Gesù è il volto dell’Amore, la sicurezza, il metro, la certezza di quanto il Padre ci ha amati. È in Cristo che noi possiamo ricevere e trasmettere, passare e nella totalità dell’amore corrispondere al Padre; nell’Amore del Cristo possiamo corrispondere al Padre e assistiti dallo Spirito Santo, il Consolatore,l’Assistente Spirituale della nostra anima, il Conforto del nostro procedere spirituale, il Direttore Spirituale della nostra vita, per tutta la vita e per l’Eternità! È nello Spirito Santo che noi, inseriti in Cristo possiamo tornare al Padre.

Allora, non voglio fare un discorso complesso, complicato, però mi piace pensare che se riusciamo un po’ a capire, sebbene nella Scrittura sempre si manifesti che siamo un popolo “duro di cervice”, però se riusciamo un pochino, di un’infinità, anche accogliere un raggio, già siamo felici perché abbiamo che la nostra persona è già piena, se riceviamo anche solo un raggio della Manifestazione di Dio! Dio, non solo si vuole dare, ma anche ci abilita, ci spalanca il cuore perché riceviamo questo Amore, attraverso il Cristo che si dona e che ci innesta in Lui. Nella Sua Umanità e nella Sua Divinità noi riceviamo e partecipiamo all’Amore della Trinità.

Ecco, questo è il primo pensiero che ci prepara alla Settimana Santa e ci fa essere contemplativi, silenziosi pur in mezzo ai rumori e attenti a non cadere nei “meccanismi”, ma piuttosto a stupirci di quest’ Amore di Dio che è per tutti, uguale per tutti ed è pronto per tutti: l’Amore infinito della Santissima Trinità!

Ci amò come nessun’altro può amarci! Il Suo Amore non ha limiti! La sua donazione non può essere contenuta! Per questo i contemplativi arrivavano a un punto che non potevano più parlare, perché non riesci più a parlare dinanzi a realtà di questo genere, che nello Spirito Santo ti prendono e anche ti elevano, ti fanno entrare in dimensioni che la carne, gli spazi, le preoccupazioni, non sono “proprie” in altre dimensioni, nella dimensione dello Spirito Santo, della Santissima Trinità, nelle dimensioni di Gesù!

E quando Gesù volle dare tutto se stesso, ricordiamoci, disse che, avendoci amato volle amarci fino alla fine, cioè fino all’estremo di se stesso, fino alla capacità estrema di amore che poteva dare! Gesù “Servo” per amore, non solo per noi, ma Lui è il “Servo di Jhavè”, il Servo dell’Amore! E ricordiamoci, quando facciamo a volte, magari il venerdì, un po’ di meditazione, “Padre, se è possibile allontana … però non la mia…” perché l’Amore deve arrivare “in fondo”, fino all’ultimo, l’ultima possibilità, l’ultima vibrazione oltre la quale, si può dire, l’essere non può più andare! Gesù disse: “Però la Tua Volontà..!” E qual’era la Volontà del Padre? Tutto! Tutto! E così anche Gesù sulla Croce – ricordiamo, vero? Così visitiamo il nostro Maestro, un pochettino – disse: “Tutto è compiuto!” Non perché aveva compiuto tutte le Sacre Scritture che parlavano di Lui, ma soprattutto perché la sua divinità e umanità si era assogettata, aveva compiuto l’Opera del Padre di dare tutto, come il Padre ha dato tutto: tutto il Figlio, tutto lo Spirito Santo a noi! Non ha tenuto per sé il Figlio e lo Spirito Santo! Li ha dati a noi! Li ha dati come dono, primo dono ai credenti, perché fosse tutto l’Amore su di noi e noi fossimo capaci di amare nello Spirito Santo.

Il cristiano è un contemplativo! Magari pulisce la casa, sistema un bambino, assiste un anziano, si impegna nella società, va nella chiesa…, non so, nelle cose più complesse e differenti. Però, ovunque è, ecco il Segno di Croce, un momento di preghiera, la meditazione, possibilmente la Santa Comunione frequente, la Confessione … Il cristiano è un contemplativo, inevitabilmente! A volte magari nemmeno ci si accorge, ma è perché siamo assistiti dallo Spirito Santo.

10 Marzo 2016 / Attività e Missione

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